Pascal Quignard

Pascal Quignard (23 aprile 1948, Verneuil-sur-Avre) è uno dei più importanti scrittori presenti sulla scena francese contemporanea e al tempo stesso uno dei meno noti al pubblico italiano. Qualcuno forse rammenta il film Tutte le mattine del mondo, realizzato da Alain Corneau nel 1991 con la partecipazione di Gérard Dépardieu e la meravigliosa colonna sonora di Jordi Savall, ma non tutti hanno letto il libro da cui quel film fu tratto. E ancora meno conoscono altri libri di questo scrittore. Eppure Pascal Quignard ha attualmente al suo attivo una sessantina di opere; da alcune di esse sono stati tratti film (Tous les matins du monde di Alain Courneau, Villa Amalia di Benoît Jacquot, Le nouveau monde di Alain Courneau, L’amour conjugal di Benoît Barbier, Una pura formalità di Tornatore) e spettacoli per il teatro, come una Medea realizzata insieme alla straordinaria danzatrice giapponese di butoh Carlotta Ikeda e incantevoli racconti messi in scena dall’attrice Marie Vialle.

Scrittore raffinato, colto fino all'erudizione, dotato di una sensibilità stupefacente alle più sottili sfumature della lingua, Quignard sfugge ad ogni classificazione. La sua opera sfida le frontiere dei generi letterari e si nutre di una passione irresistibile per la cultura greca e latina, ma anche per i testi dell'antichità egizia, indiana, cinese, giapponese. Egli ha scritto romanzi, ma anche narrazioni brevi, racconti, meditazioni vicine alla filosofia e al saggio, benché sempre connotate di un'intima e particolarissima misura poetica.

Pascal Quignard nasce in Normandia, a Verneuil-sur-Avre, nel 1948. Nella famiglia materna si contano grammatici e linguisti. Non stupisce dunque la sua assoluta padronanza della lingua, distillata fino alle sottigliezze più vertiginose, né l’amore per le lingue originarie, il latino e il greco, che tradurrà su incoraggiamento dell'amico Paul Celan durante gli anni passati come lettore alla Gallimard. Per via paterna proviene da una famiglia di organisti: da secoli i suoi avi suonano l'organo nel Württemberg e in Alsazia. Perciò impara presto a suonare - il violino, il pianoforte, l'organo - e il suo destino è diventare musicista. Invece studia filosofia con Emanuel Levinas e Paul Ricoeur. Il '68 spazza via la vocazione filosofica e i progetti di insegnamento. Decide di tornare nei luoghi d'origine e occupare il posto di organista che la tradizione familiare gli assegna. Intanto scrive un saggio sull'amore a partire dalla Délie di Maurice Scève. Lo invia alla Gallimard, inaspettatamente gli rispondono. Viene chiamato come lettore e inizia una carriera che lo porterà a ricoprire l’incarico di segretario generale. Non mancheranno altri incarichi prestigiosi: nel 1988 su richiesta di Jordi Savall presiede il Concert des Nations, nel 1992 partecipa alla ridefinizione del patrimonio musicale barocco francese voluta dal presidente Mitterrand e fonda il Festival d'Opéra et Théâtre baroques di Versailles.

Poi di colpo, brutalmente, nel 1994, rinuncia ad ogni incarico. Esce dalla Gallimard. Lascia la presidenza del Concert des Nations. Scioglie il Festival barocco di Versailles. Non suona più.

Rimane solo con i suoi libri. Il silenzio e la solitudine provocati da questa spoliazione saranno l'humus da cui germinerà un’opera solitaria e immensa.

Opera che è impossibile rinchiudere in un genere letterario preciso. Per molti anni Pascal Quignard ha scritto dei romanzi. Poi, dopo aver incontrato il riconoscimento della critica e un grande successo di pubblico con Tous les matins du monde, ha lasciato la forma romanzo ed è passato ad altro, accettando il rischio di finire ai margini della galassia letteraria. Questa rottura con la forma prescritta dal mondo letterario si nutre della volontà di spingersi oltre «le convenzioni, gli stereotipi, le paure, le leggi». Quignard appartiene a quella tradizione di letterati per i quali la letteratura è ricerca, scavo, pericolo: una necessità, non un mestiere. In un’intervista sulla forma dei suoi Petits Traités (che con difficoltà trovarono un editore) Quignard così si esprime: «Questa forma di scrittura mi ha appassionato: da molto tempo trovavo odiosa la dissertazione classica, dove la tesi e l’antitesi arrivano necessariamente alla conciliazione della sintesi. Trovo insopportabile questo happy end sistematico del saggio, votato alla conclusione insipida e coerente. Preferisco la tensione barocca dove, come nelle suites di Bach, vengono scelti due temi che si urtano, che vengono fatti danzare in maggiore o in minore senza che debbano mai riconciliarsi nella pace sinistra della sintesi […] Questi testi propongono quindi delle questioni aperte, ma nessuna risposta». Quignard tuttavia non abbandonerà mai la forma romanzo. E’ del 2011 il romanzo Les solidarités mystérieuses; del 2012 Les désarçonnés, un insieme di brevi narrazioni nelle quali indaga il tema dello spaesamento e della perdita di riferimenti nella vicenda esistenziale umana e nell'avventura della creatività.

Quali tappe ricordare di quest’opera oceanica, fatta di romanzi, narrazioni, pensieri, meditazioni filosofiche, racconti, frammenti? Tra i libri consacrati alla musica: Tous les matins du monde, La haine de la musique, La leçon de musique, Boutès, Leçons de solfège et de piano. Poi i Petits traités; i nove volumi attuali del Dernier Royaume; i romanzi Carus, Villa Amalia, Terrasse à Rome, Les Solidarités mystérieuses. E ancora Le nom sur le bout de la langue, Le sexe et l’effroi, La Nuit sexuelle; più recentemente Les désarçonnés, l’Origine de la Danse, La Suite des chats et des ânes, Sur l’image qui manque à nos jours, Mourir de penser, Sur l’idée d’une communauté de solitaires. Appena uscita una «sonata di cinque racconti» dal titolo Princesse vieille reine, portata in scena dall’attrice Marie Vialle.

Vincitore in Francia di premi prestigiosi (premio dei Critiques per Carus; premio Goncourt per i primi tre volumi del suo Dernier Royaume, Les Ombres errantes, Sur le Jadis, Abîmes; gran premio del Romanzo dell’Académie Française per Terrasse à Rome; premio Jean Giono per Villa Amalia), Quignard è tradotto in molte lingue (italiano, giapponese, cinese, russo, portoghese, inglese, tedesco, spagnolo, coreano).

Tra i convegni a lui dedicati vale la pena di ricordare quello organizzato alla Sorbona nel 2010 (Pascal Quignard au large des arts ou la littérature démembrée par les muses), quello di Le Havre del 2013 (Les lieux de Pascal Quignard), quelli tenuti nel 2004 e nel 2014 nella prestigiosa sede di Cerisy (Pascal Quignard, Figures d'un lettré, 2004; Pascal Quignard: translations et métamorphoses, 2014).

Sito ufficiale: http://pascal-quignard.fr/


LIBRI DI PASCAL QUIGNARD

PASCAL QUIGNARD | BUTE PASCAL QUIGNARD | SULL'IDEA DI UNA COMUNITÀ DI SOLITARI PASCAL QUIGNARD | TUTTE LE MATTINE DEL MONDO PASCAL QUIGNARD | VITA E MORTE DI NITARDO Quignard | Trionfo del tempo Quignard | Le tavolette di bosso di Apronenia Avizia

IN USCITA:

Le scale di Chambord

Villa Amalia