PASCAL QUIGNARD | TRIONFO DEL TEMPO

PASCAL QUIGNARD | TRIONFO DEL TEMPO

Collana Entelechìa | 12 maggio 2017 | pp. 130 | ISBN 9788898630332 | brossura | € 15,00

Traduzione di Angela Peduto

Quindici anni separano la genesi de La voce perduta (1989-92) dai quattro racconti riuniti sotto il titolo Trionfo del tempo (2006): anni di ricerca che segnano un passaggio decisivo nel percorso letterario di Pascal Quignard.

Ne La voce perduta l’ossessione di Quignard per il tempo fuori del tempo, per il mondo d’oscurità, d’acqua, di suoni da cui veniamo e a cui continua a legarci la tentazione di un impossibile ritorno, trova espressione delicata e potente grazie alla forma del racconto fantastico. Il protagonista, Jean de Vair, dopo la tragica morte dei genitori in un incidente, si rifugia in un villaggio situato sulle sponde di un lago. Qui s’innamora di una misteriosa donna di straordinaria bellezza. Sopra ogni cosa egli ama la sua voce. Una notte, le chiede di cantare. Ma quel canto viene da un altro mondo. Inaudito, proibito, non lo si può ascoltare senza essere perduti. Il racconto fantastico è vicino al sogno, ed è la forza poetica e irresistibile del sogno che ci cattura, simile all’enigma di una voce perduta che infinitamente chiama da lontano.
In Trionfo del tempo la logica del sogno sembra impadronirsi della struttura stessa del racconto, che deborda, si dilata, si moltiplica: un racconto-cornice racchiude tre racconti interni e l’insieme è come «una sonata di racconti». Così, a distanza di quindici anni, Quignard inaugura un nuovo genere narrativo, la cui origine va cercata nell’incontro, avvenuto proprio in quegli anni, tra la parola scritta e il teatro. Il racconto-cornice inizia con un ricordo d’infanzia doloroso, termina con un Lied di Schubert, quasi una ninna nanna dove riecheggiano le canzoni che la giovane balia tedesca doveva cantargli, piccolissimo, per addormentarlo. Tra l’inizio e la fine, la storia di un uomo che deve vagare a lungo prima di saper amare; l’incontro di Racine bambino con l’ombra di Virgilio; l’arrivo di un mendicante che viene dal mondo dei morti. Da una storia all’altra il lettore, portato in un altro mondo e in un altro tempo, non può che abbandonarsi al movimento visionario della scrittura. È il tempo del sogno che trionfa: tempo dei fantasmi e dell’eterno ritorno, tempo della sopravvivenza e della ripetizione di un tema nelle sue infinite variazioni. Come nella musica, come nell’amore.

Copertina di Tiziana Valente


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