PASCAL QUIGNARD | BUTE

Cover Pascal Quignard Bute

Collana Entelechìa | 2014 | pp. 100 | ISBN 9788898630080 | brossura | € 15,00

 

Traduzione di Angela Peduto

Bute: il titolo, enigmatico, non evoca in noi nulla di noto ma immediatamente indica la volontà dell'Autore: egli vuole rendere omaggio ad una figura marginale le cui tracce si riassumono in una manciata di versi delle Argonautiche, scritte da Apollonio Rodio ad Alessandria nel III sec. a.C. Bute è l'argonauta che volle ascoltare il canto delle Sirene e si gettò nell'acqua.

Solo tra tutti, Bute rispose all'appello del canto originario, meraviglioso e mortale, e si tuffò verso l'ignoto. Su questo personaggio oscuro che la storia ha dimenticato, Pascal Quignard si china con gesto amoroso per farne l'incarnazione del desiderio di avvicinarsi al fondo abissale della vita e all'enigma della natura umana. A partire dal mito lo scrittore intreccia sapientemente una trama di immagini e di riferimenti letterari. E mentre li offre al lettore insieme a frammenti di eredità greca e latina,tesse la sua meditazione sulla musica e tenta di afferrarne l'essenza. Per Quignard la musica si spinge verso quel luogo estremo che è al-di-là del linguaggio, punto d'origine sospeso tra la vita e la morte. Là giace l'inarticolato. Là è il grido dell'infans, la notte da cui siamo scaturiti, la matrice sonora che ci ha plasmati. È verso questo luogo, da cui siamo per sempre separati, che la musica ci conduce. Compromessa con questa eccedenza oscura, con un limes che nessuna lingua potrà mai afferrare, che nessuna immagine potrà mai rappresentare, la musica ne conserva le tracce. E chiama colui che, come Bute, acconsente ad ascoltare.

Con Boutès, magnificamente tradotto in italiano da Angela Peduto, Pascal Quignard torna in Italia dopo un silenzio di quasi quindici anni.

Copertina: Tiziana Valente


RECENSIONI

Leggere Pascal Quignard è un po' come salvarsi: provare l'autentica salvezza di una cultura ritrovata, condivisa, e fuggire al contempo l'ineleganza e la brutalità del nostro presente senza memoria. In che modo? Tuffandoci. Gettandoci  letteralmente nell'acqua. [Les Inrockuptibles]

In diciassette frammenti ineguali, di una brevità folgorante come un haïku, Pascal Quignard mormora enigmi che risuonano a lungo nella mente. [Le Temps]

Il senso di Quignard per la letteratura [La Repubblica]

Due immagini chiave per Quignard [Giuseppe Zuccarino]

Pascal Quignard: l'ascoltatore dissidente [L'Indice dei Libri]


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