ERIK BATTAGLIA | PICCOLA STORIA DELLA CADENZA D'INGANNO come motivo liederistico

Erik Battaglia | Piccola storia della cadenza d'inganno

Collana Liederatur / Motivi | 2015 | pp. 222 | ISBN 9788898630165 | brossura | € 18,00

 

Con alcune digressioni e oltre 300 esempi musicali

Il principio della cadenza d’inganno è stato osservato in Shakespeare, ha ispirato una raccolta di poesie (Raboni), ha un rapporto con dinamiche pulsionali e filosofiche: in Kant, ad esempio, la Trugschluss è un sillogismo fallace che, se usato per ingannare gli altri, diventa un sofisma. Ma nella musica, e soprattutto nel Lied, quest’inflessione nata come mero espediente per ritardare la cadenza perfetta, la clausula vera, diventa nel tempo un motivo musico-verbale dalle potenzialità infinite eppure univoco nelle analogie che incarna. Un gesto riflessivo, uno sguardo che si abbassa, stanchezza, abbandono, tempus fugit, e, naturalmente, inganno.

Già in Pergolesi e Bach sentiamo l’inconfondibile gioco di tensione e rilascio che conferisce alla cadenza il suo status di motivo. Ma nell’era moderna della musica furono creatori come Mozart (Pamina, Luisa, Regina della Notte) e Schubert («Ave Maria»), capaci di operare alle radici stesse del linguaggio (e dunque a quelle comuni tra parola e musica), a dare carattere di singolarità a una mera progressione ordinale V-VI a prescindere dallo stile e dall’architettura dell’ambiente che alloggia la relativa scala, ingannando l’attesa prima del previsto salto a terra dopo il quinto gradino. In un certo senso, essi (e coloro che da Schumann a Berg ai Beatles ne seguirono l’esempio) compensano con la gravità espressiva di questa cadenza il suo sfuggire alla legge di gravità armonica, che è anche legge di natura: è stato Viktor Ullmann a dire che in una cadenza «la tonica sta tra la dominante e la sottodominante come l’uomo sta tra la forza di gravità e la sincerità», cosa particolarmente vera nel caso della cadenza d’inganno. Oltre 300 esempi musicali danno qui conto di questa piccola storia di un motivo. Solo una delle voci di quel lessico ideale che può rendere intelligibile la musica senza per questo privarla di bellezza e mistero. [Dalla prefazione di Erik Battaglia]

Copertina: Tiziana Valente


INDICE DEL LIBRO

Premessa
I. Teoria
II. Als Luise o dell’inganno
III. Mozart
IV. Beethoven
V. Senza inganno
VI. La cadenza spirituale
VII. La cadenza delle lacrime (M3)
VIII. Il Liedmotiv
IX. Schubert
X. Senza parole. Mahler
XI. Tristan e altre vertigini
XII. Elfi
XIII. Schumann
XIV. Brahms
XV. Manierismi, gesti teatrali
XVI. Wolf
XVII. Denk’ es, o Seele (Wolf in viaggio verso Mozart)
XVIII. Purgatorio
XIX. Coda con figure
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