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DIETRICH FISCHER-DIESKAU | I MÖRIKE-LIEDER DI HUGO WOLF e altri scritti su Wolf e Mörike

Dietrich Fischer-Dieskau: I Mörike-Lieder di Hugo WolfCollana Liederatur / Poeti | 2015 | pp. 262 | ISBN 9788898630158 | brossura | € 20,00 | Disponibile anche in eBook

 

A cura di Erik Battaglia

Per molti cultori del Lied, in particolare quelli di area extra-tedesca, il primo incontro con la poesia di Mörike filtrata attraverso la musica di Wolf è avvenuto tramite il medium della voce di Dietrich Fischer-Dieskau (1925-2012). Il grande baritono d’opera e cantante di Lieder si è occupato professionalmente di Hugo Wolf (1860-1903) per circa sessant’anni, dalle prime incisioni radiofoniche del 1948 (un Italienisches Liederbuch, già eseguito anni prima nel campo di prigionia americano in Italia) alla stesura della grande biografia di Wolf pubblicata nell’anno del centenario 2003.

Nel mezzo, centinaia di Liederabend wolfiani, alcuni dei quali assurti a leggendari: quelli con Sviatoslav Richter negli anni ’70 (a Budapest, Innsbruck e Monaco), quello con Moore a Salisburgo nel 1961. E, ovviamente, la discografia enciclopedica: per due volte l’opera omnia dei Lieder maschili di Wolf (prima con Moore, poi con Barenboim), i canzonieri, i Lieder giovanili, il ruolo di Tio Lukas in Der Corregidor, persino le opere orchestrali incise in veste di direttore. «La passione per l’opera affascinante e illuminante di Hugo Wolf mi ha accompagnato tutta la vita, da quando ovvero ne ho avuto per la prima volta contezza. Ciò che le devo da studioso e da fruitore è difficile da misurare… Solo gradualmente mi si sono dischiuse le toccanti rivelazioni che soltanto una tale arte filigranata può custodire.» Qui Fischer-Dieskau affronta l’arte di Wolf dal punto di vista del poeta, che è poi esattamente quello che faceva il compositore stesso. E il poeta è Eduard Mörike (1804-1875), il primo autore simbolista tedesco, così come Baudelaire in Francia. Il pastore di Cleversulzbach, uomo modesto e mite, fu nel contempo uno dei più grandi intellettuali europei dell’Ottocento. Pittore (proprio come Fischer-Dieskau), romanziere (il suo Maler Nolten racconta la storia di un pittore), conoscitore dei classici greci e latini (che tradusse), nella sua poesia coniugò la perfezione formale dell’idillio a una ricchezza emotiva senza precedenti, svelata per la prima volta ai lettori proprio grazie alla mediazione della musica di Wolf, due generazioni più tardi. A sua volta, Wolf trovò proprio grazie a Mörike (che con la musica ebbe sempre un rapporto privilegiato) la propria strada musicale, la peculiarità del suo stile, e dunque l’ultima nuova via del Lied tedesco stesso. I 53 Lieder composti di getto nel 1888 vengono qui analizzati con discrezione (a mezza voce, per così dire) e messi in relazione con l’idea poetica originaria, dopo una breve presentazione in parallelo del poeta e del suo compositore. In coda, altri scritti di Fischer-Dieskau che riflettono la sua predilezione di artista e studioso per l’arte di Wolf e per la parola poetica di Mörike, non ultima la cronaca di un fugace, memorabile incontro con il poeta Paul Celan, dopo un concerto a Parigi. Corredano il volume le traduzioni italiane delle poesie, la discografia wolfiana di Fischer-Dieskau, un catalogo ragionato dei Lieder composti su poesie di Mörike, riproduzioni di quadri e disegni del poeta e dell’autore.

Copertina: Tiziana Valente


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