16 MAGGIO 2015 | PUNTO EINAUDI - Bologna | BUTE di PASCAL QUIGNARD

Libreria Einaudi Via Mascarella 11/A Bologna tel. 051-222947 | ore 17 | Ingresso libero

Il Tuffatore

a cura di Angela Peduto

Giovanni Chessa legge brani tratti da "Bute"

In collaborazione con    


Entrare in questo libro è come varcare la soglia di un teatro greco. Un immenso teatro dove molte voci si intrecciano, ora annodandosi ora sciogliendosi, per parlare della vita e della morte, dell'oscurità delle origini, del tempo che è prima del tempo, della perdita e della notte, del canto primordiale e della nostalgia.

Chi è Bute? E’ uno sconosciuto eroe che fa la sua apparizione in una manciata di versi delle Argonautiche, scritte da Apollonio Rodio ad Alessandria nel III sec. a.C.. Bute è l'argonauta che volle ascoltare il canto delle Sirene e si gettò nell'acqua, il solo che rispose all'appello del canto originario meraviglioso e mortale. Orfeo intonò con la cetra un controcanto che potesse respingere l’appello delle Sirene; una generazione dopo Ulisse ascoltò, ma prese la precauzione di farsi legare con solide corde all’albero maestro della nave; Bute soltanto si gettò nell’acqua. Bute è l’eroe dell’abbandono, il solo eroe dell’antichità che assuma il rischio di acconsentire all’ignoto. Nella meditazione poetica di Quignard egli diventa il Tuffatore, colui che incarna il desiderio di avvicinarsi al fondo abissale della vita e all'enigma della natura umana, anche a costo di morirne.

Quignard appartiene a quella tradizione di letterati per i quali la letteratura è un'avventura e un rischio. Se ci consegna un piccolo, affascinante libro sulla musica è solo perché per lui nulla più della musica sa spingersi verso quel luogo estremo che giace al di là del linguaggio: da questo luogo, origine e destino delle nostre vite, Bute è chiamato e ad esso si offre. Bute si alza, si tuffa, va verso lo scoglio delle Sirene e muore nel loro canto. (Angela Peduto)