«Hugo Wolf. Una biografia», Vita e opere di un genio della musica nella penna lucida e appassionata di un saggista col dono della narrazione | Amadeus, marzo 2017, Corrado Ori Tanzi

amadeusVita e opere di un genio della musica nella penna lucida e appassionata di un saggista col dono della narrazione, tanto da far considerare queste pagine al celebre musicologo e studioso dell’universo shakespeariano, Eric Sams, “la migliore biografia musicale mai scritta”.

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«Tutte le mattine del mondo», Quignard, scrittore da scelte esistenziali molto dure e di talento narrativo pari alla grandezza di Sainte Colombe | Mescalina, febbr. 2017, Corrado Ori Tanzi

Sono pagine quelle di Quignard, scrittore da scelte esistenziali molto dure e di talento narrativo pari alla grandezza di Sainte Colombe, che ci riempiono gli occhi e dissetano il cuore.

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«Tutte le mattine del mondo», pagine di una bellezza antica | Amadeus, febbr. 2017, Corrado Ori Tanzi

amadeusIl testo oggi, dopo un'assenza dalle nostre librerie durata più di un decennio, viene riproposto da Analogon, benemerita casa editrice che piano piano sta offrendo ai lettori l'intero prezioso catalogo dello scrittore normanno.

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«Tutte le mattine del mondo», una viola per spiegare la vita | La Stampa, Giovanni Bogliolo

logo La StampaL'ultimo romanzo di Pascal Quignard, Tutte le mattine del mondo, è uno di quei piccoli capolavori di sobrietà, di semplicità, di misura, che proprio dall'eccezionale parsimonia dei mezzi traggono la loro infinita suggestione.

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«Tutte le mattine del mondo»: Sainte Colombe è un personaggio indimenticabile | Le Monde, Pierre Lepape

Logo Le MondePascal Quignard fa del violista M. de Sainte Colombe la quintessenza del musicista e del creatore...Un personaggio indimenticabile.

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Leggere Quignard, rileggere «Tutte le mattine del mondo» | L'OBS, Aliette Armel

Leggere Pascal Quignard. Rileggere «Tutte le mattine del mondo».

Dans une des notes du carnet qui a accompagné la naissance des Solidarités mystérieuses, Pascal Quignard fait une allusion un peu sibylline à deux de ses romans plus anciens : « Le Salon du Wurtemberg (tout ce qui est montré est détruit), Tous les matins du monde (tout ce qui est perdu revient) ». Le perdu et le jadis

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Pascal Quignard costruisce in poche pagine una tragedia classica | Liberation

logo libérationPascal Quignard costruisce in poche pagine una tragedia classica, i cui caratteri sono l’essenza delle ambizioni umane: l’arte, l’amore, la gloria e la morte...

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Centotrenta pagine di felicità | Academie Goncourt, François Nourissier

Questo piccolo libro ambizioso e discreto ci offre centotrenta pagine di felicità.

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«Tutte le mattine del mondo»: un capolavoro | La Chronique du Capricorne, Jean-Jacques Brochier

logo La chronique du capricorneUna piccola meraviglia. Di più: una meraviglia e basta. Quello che si dice un capolavoro.

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Il successo di Quignard | La Repubblica

logo La RepubblicaL' EVENTO interculturale di questa fine d'anno in Francia si chiama Tout les matins du monde. Sotto questo comune titolo si celano un romanzo scritto da Pascal Quignard e un film diretto da Alain Corneau. Il soggetto non è di quelli che colpiscono immediatamente l' attenzione del pubblico. Vi si narra la storia del musicista secentesco M. de Sainte Colombe e del suo celebre allievo Marin Marais. Nulla viene concesso alla dimensione spettacolare, l'attenzione si ferma piuttosto sulla musica e sulla creazione, oltre che sul rapporto che lega l'austero maestro al mondano e vivace allievo.

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«La bella Magelone» di Tieck | SistemaMusica, gennaio 2017

Sistema Musica gennaio 2017«In questo piccolo volume vengono presentate la prima traduzione italiana della Novelle di Ludwig Tieck Liebesgeschickte der schönen Magelone und des Grafen Peter von Provence (1797) e un'antologia di commenti storici, estetici e musicologici ai Lieder che Johannes Brahms compose sulle poesie inserite nei singoli capitoli di quel racconto

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«Pascal Quignard e la musica dei solitari erranti» | Amadeus online, nov 2016, Corrado Ori Tanzi

Amadeus onlineLo scrittore francese ha presentato per la rassegna milanese Bookcity il suo libro dedicato al monastero di Port-Royal e ai suoi ospiti, più o meno reali

Uno scrittore/musicista fuori da ogni profilo convenzionale, un monastero su cui doveva cadere la damnatio memoriae, un gruppo di uomini che sceglie l’autoesilio, compositori ed esecutori che sono diventati ombra optando per il ritiro o musicando la solitudine e la lentezza. Infine un libro, scritto come una partitura, che racchiude tutto questo universo.

Lui è Pascal Quignard e SULL'IDEA DI UNA COMUNITÀ DI SOLITARI (analogon edizioni) è il testo frutto di una serie di letture pubbliche accompagnate da organo e clavicembalo tenute dall’autore in Francia nel corso degli ultimi anni. La fatica editoriale si è trasformata in voce viva con O solitudine. Lettura con musica dedicata a Pascal Quignard organizzata con intima grazia al Magazzino Musica in occasione della quinta edizione di BookCity, la ormai classica tre giorni novembrina di promozione del libro voluta dal Comune di Milano. La curatrice della collana Angela Peduto e l’attrice Giulia Fratini hanno dato volto a un artista randagio e parola a un’opera “sui re senza corona”, con le note contenute nelle pagine a tesserne di volta in volta l’incantesimo.

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«Pascal Quignard: L'ascoltatore dissidente» | L'Indice dei libri del mese, luglio 2016

L'indice dei libri del mese - luglio 2016Musica, inganno e assoggettamento negli studi di Pascal Quignard

[...] «Io non penso per argomenti: penso sempre per immagini, per brandelli di sogno, per mozioni, per emozioni, fughe, estasi, scene romanzesche» afferma Quignard nel libro Sull'idea di una comunità di solitari (trad. dal francese di Angela Peduto, Asti, Analogon, 2016) in cui torna a denunciare il potere che uniforma e che reprime il dissenso, ricordando alcuni personaggi vissuti all'ombra di Port-Royal des Champos, prima che il monastero fosse raso al suolo da Luigi XIV.

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RAI RADIO3 | QUI COMINCIA | Arturo Stàlteri presenta e legge «Sull'idea di una comunità di solitari»

LIBRO DEL GIORNO (20/03/2016)
Sull'idea di una comunità di solitari di Pascal Quignard, ed. Analogon
Vita e morte di Nitardo di Pascal Quignard, ed. Analogon
www.analogon.it/

In conduzione Arturo Stalteri
Regia e consulenza musicale di Giorgio Spolverini

Musica del giorno
Fryderyk Chopin, Valse in la minore op. 34/2 eseguito al pianoforte da Sviatoslav Richter.
Mr. De Sainte-Colombe le fils, Prelude dalla IV Suite in mi minore eseguito alla viola da gamba da Jordi Savall.
Bele doette da La leggenda di Tristano e Isotta eseguito da Renata Fusco, voce e dall’ensemble Antica Consonanza.
Johann Jakob Froberger, Capriccio VI eseguito al clavicembalo da Blandine Verlet.
Guillame de Machault, Dame, mon cuer emportes (virelai) eseguito da Jill Feldman, soprano e da Koes Boeke al flauto.

Vedi anche: http://www.quicomincia.rai.it/dl/portaleRadio/media/ContentItem-7ade65a8-5282-4156-9086-f66a2f8195fa.html#sthash.xTKeWP3K.dpuf

«Bute» di Pascal Quignard | La Repubblica, Benedetta Craveri

Pascal Quignard - La RepubblicaIL SENSO DI QUIGNARD PER LA LETTERATURA

Non è certo facile racchiudere Pascal Quignard in una formula, tuttavia mi domando se quella di "uno dei più importanti romanzieri francesi" con cui l'Accademia di Francia a Roma annuncia la sua presenza a Villa Medici oggi alle 19 e 30, sia la più persuasiva. Prix Goncourt 2002 per Le ombre erranti (Gallimard). Quignard è senz'altro uno dei più importanti scrittori francesi, ma si sottrae alle definizioni e alle codificazioni di genere. In tutta la sua vastissima opera - una cinquantina di volumi tra romanzi e saggi - talento narrativo, virtuosismo stilistico, erudizione, provocazione intellettuale, indagine esistenziale e acribia filologica procedono infatti strettamente intrecciati sotto il segno di una scrittura frammentaria, asistematica, speculare a un pensiero che si cerca.

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«Du silence de Pascal Quignard 'Deo Soli Gloria'» (La République des livres, 30 marzo 2015, Pierre Assouline)

La Republique des livres

 Chi se non Pascal Quignard poteva immaginare di tenere una conferenza sulle rovine di Port Royal, nella cattedrale di Coutances, una sera d'estate, accompagnato all'organo e al clavicembalo da Jean-François Detrée? Per chi non era lì, ci ha pensato un attento e sensibile editore a pubblicarla, insieme ad altri estratti dello stesso Quignard, ugualmente improvvisati, e riuniti sotto il titolo «Sull'idea di una comunità di solitari».

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«Due immagini chiave per Quignard» di Giuseppe Zuccarino

Due immagini chiave per Quignard - Zuccarino

Un volumetto di Pascal Quignard, Boutès, viene pubblicato dalle edizioni Galilée nel 2008, con una fascetta su cui, accanto al titolo, compaiono due piccole immagini, isolate dallo sfondo originario e riprodotte in grigio scuro: un uomo che cade riverso e un altro che si sta tuffando. In assenza di didascalie, le figurine vanno intese come un appello alla memoria visiva del lettore, che dovrebbe saper riconoscere due rappresentazioni che risalgono alla pittura antica (in un caso, addirittura preistorica): l’una visibile sulle pareti della grotta di Lascaux e l’altra dipinta su un sarcofago di Paestum.

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«Il pianista accompagnatore» di Gerald Moore (Musica, febbr. 2014, S. Hastings)

Musica febbraio 2014La lettura è tuttora irresistibile anche in traduzione e le indicazioni date agli aspiranti accompagnatori (e agli ascoltatori più appassionati) nel 1943 rimangono validissime.

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«Il povero pazzo» di Hermann Bahr (CDclassico, genn. 2015, A.Bedetti)

La figura di Hugo Wolf, la cui definizione di maestro incontrastato di splendidi Lieder deve andare evidentemente stretta in quanto la sua dimensione musicale, grazie a opere come Der Corregidor, il Quartetto per archi in re minore e la Italienische Serenade, va ben oltre a quella di sublime liederista, risente ancora presso appassionati e musicofili di quella dimensione ammaliante di «artista pazzo», di genio toccato e annichilito dalla follia (così simile al percorso nietzschiano), che tanto affascina ma che allo stesso tempo così tanto svia dal corretto sentiero ermeneutico.

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«Il Canto: Arte e Tecnica» di Lilli Lehmann (Musica, settembre 2013, S. Hastings)

Musica Settembre 2013Lilli Lehmann fu la più importante cantante femminile di area tedesca nella seconda metà dell'Ottocento. Non dobbiamo sottovalutare la saggezza artistica trasmessa attraverso queste pagine, dove i problemi d'emissione vengono raramente disgiunti dalle finalità espressive e dove l'insistenza sull'amalgama dei registri è quanto mai salutare.

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«I Lieder di Richard Strauss» di Erik Battaglia (Musica, maggio 2013, R. Risaliti)

Musica maggio 2013Un fondamentale arricchimento alla bibliografia di questo affascinante genere musicale. [...] Non potremmo desiderare dettagli più accurati: traduzione italiana dei testi, tonalità ed estensione vocale, date e interpreti della prima esecuzione, esempi musicali, organico orchestrale. La trattazione è preceduta, dopo una prefazione di Michael Kennedy, dall'esposizione dei caratteri del Lied straussiano esaminato - ed è la parte più nuova e interessante di questo studio - secondo la teoria dei «motivi»...

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«I Lieder di Hugo Wolf». Due volumi di Eric Sams e Erik Battaglia (Musica, marzo 2013, D. Miozzi)

Musica marzo 2013«Questo volume è un modesto complemento a The Songs of Hugo Wolf di Eric Sams, la cui edizione è stata da me curata e tradotta per la collana delle sue opere complete». Con questo tocco di raffinato understatement, ben noto a chi ne conosce a fondo la ritrosia del carattere e la rigorosa riservatezza della persona, Erik Battaglia inizia la premessa al suo interessantissimo volume su I Lieder giovanili di Hugo Wolf 1875-1884, abbinato in un unico cofanetto alla traduzione del volume samsiano su I Lieder di Hugo Wolf. In realtà fu lo stesso Sams, più di venti anni fa, a chiedere al giovane amico e discepolo italiano di integrare il suo studio sui Lieder wolfiani editi in vita, con un altro saggio dedicato agli altri cento Lieder che erano rimasti esclusi dalla sua indagine.

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Libri di Natale: quando la musa si ammala. Tutti i dettagli sul caso Schumann (Arteesalute.blogosfere.it, dic. 2011, E. Zerbinatti)

La musa malata Eliot SlaterMusica, creatività, genio e malattia. Non se ne parla spesso. È più facile pensare all'associazione negli artisti del pennello o della scultura. Persino qui su Arte e salute abbiamo dedicato ampio spazio alle sofferenze di Van Gogh, Caravaggio, e meno a quelle di Mozart, Beethoven, Schumann... Eppure, proprio questi ultimi esempi illustri ci dicono che anche i musicisti si ammalano. A volte è una malattia del corpo. Altre della mente. Ma nella maggior parte dei casi è difficile stabilire con certezza un limite tra ciò che è organico e ciò che appartiene alla sfera psichica, tra fisico e mentale. La creatività stessa, d'altra parte, riconosce sia una componente puramente fisica, neuronale, sia quel qual cosa che è difficilmente definibile e che sfugge alla comprensione anche con gli strumenti più sofisticati per indagare il substrato fisico del nostro cervello.

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Analisi dei Lieder di Robert Schumann: emozioni tradotte in romantiche note fatte di enigmi e percezioni sensoriali (direfarescrivere, anno VII, n. 61, genn. 2011, F. Rolli)

Copertina SchumannDa Analogon edizioni, specializzata in saggistica musicale, un’opera capitale di Eric Sams per la prima volta in italiano.

Se non ci fosse la musica, eterna consolatrice, si potrebbe impazzire. Pressoché in tali termini si espresse Pëtr Il'ič Čajkovskij riguardo alla funzione esercitata dalla musica nella vita dell’uomo. Solo in parte lo fu per Robert Schumann, che nel 1854, nel pieno della maturità, tentò il suicidio nel Reno e venne rinchiuso in una casa di cura. Lì pretese che gli spiriti di Ludwig von Beethoven, Franz Schubert e Felix Mendelssohn potessero fornirgli le necessarie indicazioni ermeneutiche delle loro opere.

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I Lieder di Robert Schumann (Musica, nov. 2010, D. Miozzi)

Musicca novembre 2010

Tra i meriti che occorre riconoscere a Erik Battaglia e a Valentina Valente, direttori della collana «Le opere di Eric Sams», c'è quello di avere reso disponibili in traduzione italiana alcuni testi ancora oggi insuperati della letteratura critica sul Lied tedesco.Tali sono infatti i tre principali studi di Sams...

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Robert Schumann-Jean Paul: Papillons op. 2 (Musica, giu. 2011, R. Risaliti)

Musica giugno 2011Sperando che questa edizione non passi inosservata, cosa che potrebbe succedere in seno a un’editrice non essenzialmente musicale, la raccomando, e caldamente, a chiunque si accosti, come ascoltatore e come interprete, a questo capolavoro.

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Papillons: l’apprendistato pianistico di Robert Schumann (Guide Supereva, ott. 2010, A.Bedetti)

papillons op. 2Uno degli aspetti più importanti del Romanticismo europeo fu quello attraverso il quale le varie espressioni artistiche divennero un reciproco punto di riferimento e d’ispirazione. E la letteratura, soprattutto quella tedesca, rappresentò un serbatoio inesauribile dal quale attingere per ispirare la pittura e ancor di più la musica. Come nel caso del secondo opus pianistico di Robert Schumann, quella che porta il titolo di “Papillons”, composto tra il 1829 e il 1832, che il sommo compositore tedesco scrisse dopo essersi immerso nella lettura di uno dei romanzi più famosi del grande scrittore romantico Jean Paul, “Flegeljahre”, ossia “Anni di apprendistato”, che vede protagonisti Walt e Vult, fratelli gemelli che incarnano simbolicamente l’eterno conflitto tra ragione e fantasia, come per Schumann saranno i due alter ego Eusebio e Florestano.

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Uno studioso scomodo: una colta disquisizione e teorie anticonformiste su Amleto e altri drammi (Bottega Scriptamanent, dic. 2010, G. Colombero)

bottega scriptamenantDa Analogon Edizioni un saggio su Shakespeare e le sue opere che demistifica diversi luoghi comuni sul grande drammaturgo.

Tabù or not tabù? La genesi di Amleto e altri saggi su Shakesperare (Analogon edizioni, pp. 324, € 22,00), pubblicato nel 2010, è il quinto volume della prestigiosa collana Le opere di Eric Sams – a cura di Erik Battaglia e di Valentina Valente – interamente dedicata all’autore londinese. Il testo include una parte iniziale dedicata ad Hamlet (la questione della datazione e della paternità del testo, in primis, e poi alcuni scorci di esegesi linguistica), una seconda sezione su Shakespeare più in generale e infine alcuni articoli sulla tragedia Edmund Ironside.

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Hugo Wolf. Introduzione alla vita e alle opere (Musica, maggio 2010, R. Risaliti)

Musica maggio 2010Si apprezza qui la competenza, la passione, l’umana partecipazione di Sams per Hugo Wolf…

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Schumann è ben più complicato (IlSole24ore, sett. 2011)

Il sole 24 ore Un libro che è molti libri insieme, anzi, un corpus di scritti orientati verso un centro comune. Un autore che è tanti autori insieme. Una fortuna per la terra natale di questo autore, il Regno Unito. Si abbattono frangenti in cui una nazione, uno Stato, richiede con disperata urgenza una serie di diversi e tutti espertissimi consulenti, che però (ecco il difficile) siano anche infallibili operatori, e possibilmente (sempre più difficile!) confluiscano in una medesima persona.

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Un libro per amare Schumann e i suoi Lieder (Guide Supereva, maggio 2010, A. Bedetti)

Ci sono libri, in tutti i generi e argomenti, che hanno l’innato potere di affascinare al punto di non poterne più fare a meno, spingendo il lettore a centellinare le pagine per prolungare la loro lettura, sperando che non si arrivi mai all’ultima, che ne preannuncia inevitabilmente la fine. Uno di questi libri, che può essere preso a modello, è senz’altro quello che il decifratore e musicologo inglese Eric Sams pubblicò nel 1969, dal titolo I Lieder di Robert Schumann e che adesso vede la luce anche nel nostro Paese grazie alla piccola, ma combattiva e benemerita, casa editrice Analogon di Asti. Sams, come abbiamo già fatto presente in precedenti pagine dedicate a lui e alle sue opere (in corso di pubblicazione proprio da parte della Analogon), è stato uno dei maggiori studiosi di Lieder del Novecento, un autentico e appassionato paladino di questo genere musicale, che nel nostro Paese non ha mai avuto vita facile, né la debita diffusione e conoscenza.

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«Il tema di Clara» di Eric Sams (Musica, n. 197, giu. 2008, R. Risaliti)

Musica giungo 2008Cosa può succedere quando un eccezionale crittografo, dopo aver lavorato per l'esercito inglese decifrando i dispacci cifrati tedeschi, perde la testa per la musica? Cerca anche lì i codici cifrati, e che fa? Studia l'opera di Schumann, naturalmente! Scherzi a parte, questa è in sintesi la storia di uno dei più grandi musicologi del Novecento, Eric Sams. [...] Un argomento avvincente che non ti dà tregua e leggi d'un fiato.

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Saggi ineludibili (Guide Supereva, maggio 2009, A. Bedetti)

Fortunatamente, anche se a piccoli passi, l’interesse nei confronti del genere liederistico tedesco sta aumentando negli ultimi anni nel nostro Paese, anche se lo scrigno che contiene migliaia di tesori musicali dedicati alla voce e al pianoforte o all’orchestra risultano ancora inesplorati ai più, perfino ai cultori della musica colta occidentale. I motivi di questa disaffezione possono riassumersi nell’osticità della comprensione dei testi poetici in lingua tedesca, ad un genere musicale che non viene molto sentito nella cultura italiana, al fatto che in Italia è sempre mancata la tradizione, così viva nei Paesi di lingua germanica, della cosiddetta “Hausmusik”, ossia la voglia di fare musica all’interno delle pareti domestiche, a cominciare da una voce che canta e di un pianoforte che l’accompagna.

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Investigando la musica (Guide Supereva, genn. 2009, A. Bedetti)

Abbiamo già avuto modo di parlare della lodevolissima iniziativa portata avanti dal Centro studi Eric Sams e dalle Edizioni Analogon, che si sono prefissati il compito di far conoscere e divulgare l’opera del grande musicologo e crittoanalista britannico scomparso nel 2004, recensendo due dei quattro volumi finora pubblicati dalla piccola casa editrice astigiana.

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Investigando la musica (II parte)

L’analisi interpretativa di Eric Sams, questo è bene ricordarlo sempre, non può mai essere disgiunta dall’influsso operato dalle altre grandi passioni del critico britannico, a cominciare dalla criptoanalisi, dall’interesse maturato nei confronti della letteratura inglese, tedesca e francese, dal rigore formale e deduttivo che scaturisce dall’applicazione sul gioco degli scacchi.

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Un altro lavoro di Eric Sams (Guide Supereva, dic. 2008 (A. Bedetti)

Tra i volumi pubblicati da Analogon Edizioni, oltre a “Il tema di Clara”, c’è anche un altro lavoro di Eric Sams che merita di essere letto con ammirazione e grande piacere, uno studio introduttivo su un sommo compositore, ancora non debitamente valorizzato e apprezzato dal pubblico del nostro Paese, l’austriaco Hugo Wolf, nato nel 1860 e morto nel 1903, come Robert Schumann rinchiuso in un istituto per malattie mentali. Questo saggio porta il titolo di Hugo Wolf - Introduzione alla vita e alle opere ed è stato pubblicato proprio nel mese di settembre di quest’anno.

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Una piccola grande casa editrice (Guide Supereva, dic. 2008, A. Bedetti)

Abbiamo già avuto modo, con alcuni interventi precedenti, di parlare a proposito di due benemerite iniziative volute dal M° Erik Battaglia e dal soprano Valentina Valente, più precisamente quelle che riguardano il sito Internet “The Lieder Sound Archive” (link: http://www.liedersoundarchive.org), che permette a curiosi e ad appassionati di scaricare gratuitamente più di 360 Lieder creati da cinquanta compositori, da Mozart fino a Schönberg, e il sito che concerne il Centro Studi “Eric Sams” (link: http://www.ericsams.org), dedicato, appunto, al grande musicologo e crittografo britannico.

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