Un libro per amare Schumann e i suoi Lieder (Guide Supereva, maggio 2010, A. Bedetti)

Ci sono libri, in tutti i generi e argomenti, che hanno l’innato potere di affascinare al punto di non poterne più fare a meno, spingendo il lettore a centellinare le pagine per prolungare la loro lettura, sperando che non si arrivi mai all’ultima, che ne preannuncia inevitabilmente la fine. Uno di questi libri, che può essere preso a modello, è senz’altro quello che il decifratore e musicologo inglese Eric Sams pubblicò nel 1969, dal titolo I Lieder di Robert Schumann e che adesso vede la luce anche nel nostro Paese grazie alla piccola, ma combattiva e benemerita, casa editrice Analogon di Asti. Sams, come abbiamo già fatto presente in precedenti pagine dedicate a lui e alle sue opere (in corso di pubblicazione proprio da parte della Analogon), è stato uno dei maggiori studiosi di Lieder del Novecento, un autentico e appassionato paladino di questo genere musicale, che nel nostro Paese non ha mai avuto vita facile, né la debita diffusione e conoscenza.

Il musicologo e decifratore ingleseMa, appunto, un libro come quello che l’insigne musicologo inglese (che vediamo nella foto a fianco) ha dedicato ai 246 Lieder del sommo compositore tedesco, ha la capacità, la forza, il carisma esplosivo di trasformare il lettore in un acceso sostenitore delle canzoni schumanniane. E il motivo è semplicissimo: Eric Sams è stato uno dei pochissimi storici della musica in grado di prendere per mano i suoi lettori fin dalla prima pagina senza lasciarli mai da soli, ma ogni qual volta soccorrendoli, aiutandoli, svelando loro i segreti e, soprattutto, i “meccanismi” che presiedono alla creazione e all’interpretazione liederistica, un genere nel quale la musica e la poesia s’intrecciano come in nessun altro aspetto di quest’arte.

Il sommo compositore tedesco2E ciò vale soprattutto per un compositore quale Schumann (nel ritratto a fianco), il quale ha visto privilegiare nel gusto degli ascoltatori maggiormente alcuni ambiti delle sue creazioni: quello pianistico, innanzitutto, quello sinfonico, quello concertistico, quello dedicato alle composizioni da camera, ma decisamente meno o poco più che nulla quello liederistico, appunto, e anche quello corale, che vanta numerose e autentiche gemme. Sams, dopo aver delineato nei termini generali le caratteristiche e i motivi principali dei Lieder di Schumann, affronta una ad una le sue canzoni (qui tradotte ottimamente dal tedesco da Erik Battaglia, il quale ha curato magistralmente anche la traduzione dall’inglese del volume, così come l’analisi dei trentadue duetti composti da Schumann e riportati alla fine del volume), svelando il costante sviluppo, le debite ramificazioni in altre composizioni, mostrando i rimandi e le simbologie, tanto da trasformare questo libro in un insostituibile e irrinunciabile “dizionario”, non solo da leggere, ma da consultare di volta in volta, prima o dopo l’ascolto di queste opere. Un valore aggiunto per un volume destinato a diventare un “testo di culto” per tutti gli appassionati dei Lieder e delle opere del grande compositore romantico tedesco.

Eric Sams “I Lieder di Robert Schumann”, Analogon Edizioni, pp. XIV+390, euro 24.00


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