Un altro lavoro di Eric Sams (Guide Supereva, dic. 2008 (A. Bedetti)

Tra i volumi pubblicati da Analogon Edizioni, oltre a “Il tema di Clara”, c’è anche un altro lavoro di Eric Sams che merita di essere letto con ammirazione e grande piacere, uno studio introduttivo su un sommo compositore, ancora non debitamente valorizzato e apprezzato dal pubblico del nostro Paese, l’austriaco Hugo Wolf, nato nel 1860 e morto nel 1903, come Robert Schumann rinchiuso in un istituto per malattie mentali. Questo saggio porta il titolo di Hugo Wolf - Introduzione alla vita e alle opere ed è stato pubblicato proprio nel mese di settembre di quest’anno.

Il grande compositore di LiederIl grande musicologo inglese provò sempre una sconfinata venerazione nei confronti di Wolf (nella foto), colui che seppe portare il genere liederistico a vertici assoluti, incarnando una voce, una sensibilità non solo musicale, ma soprattutto culturale ed esistenziale, che più di tante altre seppe rappresentare il disagio, il trauma, l’irreversibile distacco di un’epoca, quella ormai vuotamente stilizzata nel cosiddetto tardo romanticismo, in una dimensione lacerante e spaesante, rappresentata dall’alba del Ventesimo secolo. E il Lied, al di là delle sue sparute opere teatrali, cameristiche e sinfoniche, rappresentò per Hugo Wolf lo strumento lancinante, assoluto, focalizzante, con il quale simboleggiare e rappresentare tale devastante metamorfosi.

I due musicisti al lavoroChi volesse ascoltare un’adeguata selezione degli oltre trecento Lieder che il grande compositore austriaco ebbe modo di creare nella sua breve e tormentata esistenza, può fare ancora pieno affidamento sul cofanetto pubblicato anni fa dalla Deutsche Grammophon (contenente sei compact disc) registrati dal grande baritono berlinese Dietrich Fischer-Dieskau, accompagnato al pianoforte da un giovane e straordinario Daniel Barenboim (nella foto sopra li vediamo insieme, mentre la copertina del cofanetto apre il nostro intervento). Una registrazione che rappresenta tuttora un punto d’arrivo ineludibile per comprendere al meglio la vastità di intenti, l’implosiva sofferenza che Wolf riversò a piene mani tra le note dei suoi sublimi Lieder, ammantati da un velo di squassante modernità, della quale il compositore fu un incompreso antesignano.

La copertina della biografia di WolfNon c’è da stupirsi, quindi, se uno straordinario e sensibile studioso di Lieder quale fu Eric Sams guardò sempre a Hugo Wolf con rispetto e assoluta ammirazione, al punto che lo studio più esaustivo e penetrante sul compositore austriaco lo si deve proprio al raffinato musicologo inglese, “The Songs of Hugo Wolf”, pubblicato nel 1961 e che vedrà prossimamente la luce nella traduzione italiana proprio grazie a Erik Battaglia e ad Analogon Edizioni. Per il momento, la battagliera casa editrice di Asti ha provveduto a pubblicare un’altra raccolta di saggi scritti da Sams sulla vita e sull’opera del sommo liederista austriaco, che raccoglie, tra l’altro, la voce che il musicologo scrisse proprio per la celeberrima enciclopedia musicale “Grove”, oltre ad alcune acute e lungimiranti recensioni, che danno già la cifra della penetrante capacità critica dello studioso inglese, oltre a una preziosissima catalogazione di tutte le opere di Wolf.

Eric Sams, “Hugo Wolf - Introduzione alla vita e alle opere”, Analogon Edizioni, pp. XLVI+164, euro 18,00


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